mercoledì 2 marzo 2016

Differenza tra "impresa" e "azienda"

Con piacere, torno a parlare di differenze tra i due termini che nella realtà pratica sono praticamente utilizzati in maniera ambivalente. Ritengo che ciò sia utile, non soltanto per una "questione didattica", ma soprattutto per una "questione di metodo": al di là del linguaggio corrente e dei suoi suoi usi e le sue abitudini, io credo che tra questi due termini ci possa essere una differenza che, sul piano didattico. tale differenza, dovrebbe essere evidenziata.

IMPRESA: attività professionalmente organizzata e finalizzata alla produzione di beni e servizi

AZIENDA: complesso di beni opportunamente organizzati e anch'essi finalizzati alla produzione di beni e servizi.

Funzione
Attività
Elementi dell’organizzazione
IMPRESA
AZIENDA



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I
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D
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Capitale
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Lavoro
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Terra
X

Tecnologia
X

Competenze (know-how)
X

Management
X

Internazionalizzazione
X

Competitività
X

Ricerca
X

Innovazione
X

Spin-off
X

Start-up
X

Proprietà
X

Finanza
X

Responsabilità Sociale d’Impresa
X





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P
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R
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T
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A


Approvvigionamenti

X
Acquisti di materie prime

X
Acquisti di semilavorati

X
Sistema di produzione

X
Assemblaggio

X
Montaggio

X
Collaudo

X
Monitoraggio

X
Manutenzione

X
Distribuzione

X
Logistica

X
Trasporti

X
Contabilità industriale

X
Contabilità amministrativa

X
Contabilità fiscale

X
Contabilità finanziaria

X
Credito

X
Sicurezza

X

venerdì 10 luglio 2015

LE PMI IN HORIZON 2020 E LA PROGRAMMAZIONE CHE NON C’È


Convegno “LE PMI IN HORIZON 2020”

 Disattese tutte le mie aspettative, malgrado questo convegno si preannunciasse molto interessante. Purtroppo questo è il risultato, ovvero quando “personaggi magnifici” prendono 25-30 minuti per le loro introduzioni, mentre chi deve parlare di “buone pratiche” li si concedono i 5-10 minuti finali. Poi aggiungeteci anche un ritardo tutt’altro che accademico (un’ora, invece che dei soliti 15 minuti) e capite benissimo perché “il pomodoro si secca anche senza innovazioni…” (cit.).   “Siamo alle solite” si potrebbe dire; ma proprio tutto brutto-brutto??? Ma no dai, qual cosina la si può raccontare …

 COSA C’È DI NUOVO?
Una sorta di interscambio, sinergia se si vuole, tra il mondo dell’università e le PMI: si parla di “dottorato industriale”, di dottori di ricerca che operano nelle imprese invece che nelle università e nuovi tipi di assegni di ricerca per studi da svolgere sia nelle PMI, sia nelle istituzioni non-profit e PP.AA.


TEMI E FOCUS
COACHING, TUTORAGGIO, PROCUREMENT, EEN, ECCELLENZE, WORK-PROGRAMME, TECHNOLOGY READNESS LEVEL, WEBINAIR


I GRADIENTI
1) NULLO – BASSO – MEDIO – ELEVATO – ALTO
2) IDEA – AMBIENTE DELLA RICERCA – AMBIENTE OPERATIVO – MERCATO
3) Si organizzano i processi in base alle fasi di lavoro, che vanno dall’idea fino al lancio del prodotto sul mercato
 
UN NUOVO SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI HORIZON 2020
1° LIVELLO: FATTIBILITÀ: Contenuti, rischi, partner, studio/design prodotto, pilot application;
2° LIVELLO: DIMOSTRAZIONE: prototipazione, test, piloting, miniaturizzazione, scaling-up, market replication;
3° LIVELLO: COMMERCIALIZZAZIONE: Accesso ai finanziamenti, supporto, H2020.


LA PROGRAMMAZIONE CHE NON C’È
L’Italia è il secondo paese per numero di richieste di finanziamento in H2020, ma il penultimo in fase di ammissione ai finanziamenti (si parla di una percentuale che gira tra il 4,59 e il 7%). Ovviamente in questi casi non si può fare a meno di rilevare il troppo potere concentrato nelle agenzie intermedie, ovvero quegli organismi che decidono l’ammissione o meno al finanziamento dei progetti ma poi ci si deve aggiungere che tutte le iniziative come queste, e cioè quelle organizzate per spiegare come si deve fare la progettazione, non arrivano mai a spiegare fino in fondo come si fa per davvero una buona progettazione. Sicché, oltre alla “programmazione che non c’è, si può parlare benissimo anche di “una progettazione che non c’è”, visto che tutto ciò che si dice è riferito ad un livello elementare, quasi didattico.

 
Pietro Perrucci   

mercoledì 10 giugno 2015

I nuovi contenuti della politica del territorio dal convegno di ITALIA NOSTRA sul paesaggio lucano (Matera, 6 giugno 2015).

Una premessa mi sembra più che doverosa: è incredibile vedere quante similitudini vi sono tra le vicende che stanno accompagnando la redazione dei piani paesaggistici di Puglia e Basilicata:
a) classe politica interessata più al business dell'eolico e meno alla protezione del paesaggio;
b) la pianificazione viene fatta prim'ancora che vengano fissate le regole di tutela/salvaguardia del paesaggio;
c) mancanza di attenzione da parte delle comunità e scarsità della partecipazione;
d) le pale eoliche e la loro impossibilità di immettere tutta l'energia prodotta nella rete.
Pertanto, gli elementi che riporto non saranno considerati nei due piani regionali di cui sopra.

1. GLI INTERVENTI
INVESTIMENTI - ATTIVISMO CIVICO - ATTENZIONE ALLA COMUNICAZIONE - RECUPERO - RESTAURO - TUTELA - VALORIZZAZIONE - PROMOZIONE - FRUIBILITA' - GESTIONE - SVILUPPO - SALVAGUARDIA - AZIONI SISTEMICHE/INTEGRATE/STRATEGICHE - DIVERSIFICAZIONE - SPECIFICITA' - PRESERVAZIONE - RINATURALIZZAZIONE DI SITI COMPROMESSO E/O INQUINATI

2. TIPOLOGIA DI AZIONI
DA APPROCCIO IDEOLOGICO AD APPROCCIO PROGETTUALE - CO-PROGETTAZIONE - INTERCONNESSIONI - PRESIDIO TERRITORIALE - ASSET - TASK FORCE - NORME TECNICHE, DI INDIRIZZO E DI ATTUAZIONE

3. PROBLEMATICHE
MANCANZA DI COMUNICAZIONE - ASSENZA DELLA PARTECIPAZIONE - AUMENTI DEI DETRATTORI DEL PAESAGGIO (TORRI EOLICHE E POZZI DI PETROLIO) -

4. NUOVI TEMI
EREDITA' CULTURALE - PAESAGGIO STORICO - RICERCA MUSEALE - EREDITA' COME PROCESSO - RELAZIONI BENI-PERSONA - EDUCAZIONE - RICONOSCIMENTO - TUTELA- FRUIZIONE/GODIMENTO - VALORIZZAZIONE CONTINUA.

Pietro Perrucci

La Biblioteca del Centro studi sulle tradizioni popolari e sul folklore di Puglia, Basilicata e Calabria




Non già di catalogazione bibliografica, ma di un più modesto tentativo di recupero del patrimonio librario della biblioteca Noviello-Ferrarese. Credo che sia questa la cosa più giusta da dire per ciò che ho fatto tra febbraio e marzo del 2015, per ricomporre l’interessantissimo patrimonio bibliografico dell’ormai estinto “Centro studi sulle tradizioni popolari e sul folklore di Puglia, Basilicata e Calabria”.

Un patrimonio già decurtato delle cessioni fatte alla Biblioteca Nazionale di Potenza (e di qualche inevitabile “mancato rientro dal prestito”), ma non per questo meno importante. Anzi, per dirla tutta, la parte che ho recuperato la si può considerare quella più “intima” dei coniugi Noviello-Ferrarese, quella forse a cui erano più legati, tant’è che è stata custodita dagli eredi così com’era stata lasciata dal momento della loro dipartita.

Poi, nel giorno in cui gli eredi mi hanno manifestato la loro intenzione di cederla e renderla pubblica, fu accolta la mia proposta di affidarla al Museo della Civiltà Contadina di Gravina in Puglia e, nel contempo, di dedicarla proprio alla famiglia Noviello-Ferrarese.

Perciò, il mio intervento è consistito in un inventario “minimo e striminzito”, se si vuole, ma indispensabile per dare unicità a tutte le quasi 1600 opere che vi ho trovato e salvarle così dalla loro dispersione. Ed è stato proprio a questo punto che ho dovuto (per necessità di cose) passare in rassegna tutte le opere qui esistenti e constatare, “opera per opera”, l’interessante valore che hanno quei libri.

Un valore, dunque, che può definirsi duplice, sia in merito ai contenuti, sia in merito alle varie discipline che arrivano a toccare: tra i contenuti vanno sicuramente annoverati tutti gli elementi e/o le componenti del folklore, ovvero:
gli eventi e i fatti della vita e della morte
la cicli della natura e delle stagioni
le feste e le ricorrenze
la religiosità
proverbi e credenze popolari
la gastronomia
i dialetti e il linguaggio dialettale
gli usi e le consuetudini locali
i canti popolari
il sapere orale e le modalità di trasmissione di questo sapere
le diverse forme e rappresentazioni della cultura immateriale
le manifestazioni e le espressioni del delle tradizioni popolari e del folklore più in generale.

Tra le discipline che questi contenuti arrivano ad intaccare si possono facilmente elencare le seguenti:
antropologia
etnologia
sociologia
semiologia
linguistica
filosofia
diritto
musicologia
filologia
storia
geografia
ecologia/biologia.

Però, queste due categorizzazioni (contenuti e discipline), per quanto ampie possano essere, non riescono ad essere esaustive di ciò che effettivamente vi è raccolto: qui, oltre ad esservi circa un 200-300 opere di poeti pugliesi, ho scoperto anche:
una più piccola, ma ugualmente importante, raccolta di opere riferite soprattutto alle tradizioni popolari di altre regioni d’Italia, ed in particolare a quelle della Campania, Sicilia, Sardegna e Lazio;
trattazioni che arrivano a toccare materie come l’agronomia, la geologia, l’arte sacra, nonché la vita di alcuni personaggi illustri, tra i quali diversi meridionalisti, pittori e numerosissimi narratori di storie e cronache “più contemporanee” delle comunità di Puglia, Basilicata e Calabria;
inoltre, vi sono pure opere che fanno riferimento alle tradizioni popolari di alcuni paesi esteri, soprattutto dell’area balcanica e dell’area del Mediterraneo.

Questo patrimonio di libri, così recuperato, è stato affidato al Museo della Civiltà Contadina che provvederà, quindi, ad una inevitabile “ri-catalogazione (e questa volta in maniera conforme ai canoni della “biblioteconomia”), prima di renderlo fruibile a tutti.

In ultimo, per quanto riguarda la sua fruibilità debbo dire che in tutta sincerità non la vedo proprio immediata, essendo questa subordinata a diverse condizioni le più importanti delle quali sono:
il completamento dei lavori di ristrutturazione del complesso di Santa Sofia, dove si prevede la nuova sede della biblioteca Noviello-Ferrarese, appunto tra gli allestimenti del Museo della Civiltà Contadina;
l’istituzione di un vero e proprio fondo con annesso archivio intitolato proprio alla famiglia “Noviello-Ferrarese”;
il riconoscimento della qualifica di “ecomuseo di interesse regionale” per il Museo della Civiltà Contadina di Gravina, riconoscimento che consentirebbe di destinare una parte di risorse finanziarie all’istituzione e alla cura della biblioteca;
ed infine, la condivisione e la messa in rete di tutto il patrimonio librario della biblioteca del Centro Studi sulle tradizioni popolari e sul folklore di Puglia, Basilicata e Calabria, o quantomeno di quello già disponibile a Potenza e qui a Gravina in Puglia.


Pietro Perrucci 

lunedì 9 giugno 2014

MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA E DEGLI ANTICHI MESTIERI

Trattasi di collezione organica di attrezzature di lavoro ed oggetti di vita quotidiana nella realtà contadina e rurale del territorio di Gravina in Puglia (Parco Nazionale dell’Alta Murgia), risalenti tutti ad un periodo compreso tra il 1700 e il 1970, ovvero fino a prima dell’avvento della motorizzazione agricola e del “ghiaccio” (frigorifero) come principale modalità di conservazione di cibi e prodotti agricoli. La collezione è di proprietà del Dr. Giuseppe Schinco, mentre la cura della medesima è affidata all’annesso Centro Studi di Cultura Rurale, che la suddivide in aree, sezioni e sottosezioni. Si è in attesa della stipula di una convenzione tra il Comune di Gravina in Puglia, il proprietario della collezione ed il centro studi per il trasferimento definitivo nei locali del recuperato convento di Santa Sofia.  


AREA BENI MATERIALI
- Superficie espositiva complessiva: 200 mq
- 1.850 pezzi, di cui 1.550 pezzi catalogati e inventariati e 300 pezzi circa non ancora censiti
- Territorio di riferimento: Gravina in Puglia (Bari), Parco Nazionale Alta Murgia (Puglia) e Bacino del Bradano (Basilicata)

Sezioni area Beni Materiali 

  • Falegnameria
  • Calzolaio
  • Cavatufi
  • Meccanica non motorizzata
  • Sellaio
  • Casa contadina
  • Giochi
  • Tessitura (lana)
  • Artigianato 
  • Attività agricola/Contadino
  • Sottosezione “Attività agricola/Contadino”
  • Trasporto
  • Aratura
  • Semina
  • Raccolto
  • Trasformazione delle principali materie prime agricole (grano duro, vino, latte, olio)
  • Preparazione di cibi e pietanze
  • Cucina prima del “ghiaccio”
  • Regimi, sistemi e modelli agroalimentari (mediterraneo, appulo-lucano, murgiano, gravinese) 
  • Zootecnia e lavorazione di prodotti zootecnici
  • Alimentazione animale
  • Lavorazione della lana
  • Produzioni tipiche: grano Cappello, formaggio caciocavallo Pallone, vino Verdeca, olio Bambina.


AREA BENI IMMATERIALI
- Narrazioni popolari (1.000 ore di registrazioni su nastri audio)
- Fototeca (6.000 immagini, foto, diapositive e digitalizzazioni)
- Opere librarie (testi di agronomia, chimica e fisica, in agricoltura)

Sezione “Narrazioni popolari”

  • narrazioni storiche 
  • fiabe
  • filastrocche 
  • proverbi 
  • canti
  • modi di dire
  • preghiere
  • Sezione “Fototeca” 
  • storia
  • architettura civile, rurale e religiosa
  • paesaggi
  • scene di vita vissuta
  • prodotti agricoli
  • cibi e pietanze
  • lavorazioni di prodotti agricoli e preparazione di cibi e pietanze
  • eventi della tradizione popolare
  • arte 
  • arte sacra
  • oggetti d’arte
  • Intervento Omocromico (performance di land art del 1983-84 avente ad oggetto il tema della “terra”) 


Sezione “Opere librarie”

  • Agronomia (metodi e tecniche di coltivazione XVIII- XIX secolo)
  • Chimica (pratiche di concimazione)
  • Fisica (modalità d’impiego di attrezzature agricole, finalizzate al risparmio di lavoro, fatica fisica ed energie)


CREDITI

Elenco delle principali attività svolte ed in corso di svolgimento 

  • Corsi e laboratori di antropologia con l’Università di Studi della Basilicata
  • Corsi e laboratori di in diverse discipline per scuole di diverso ordine e grado
  • Eventi organizzati: Mostra del giocattolo e dei giochi nell’area dell’Alta Murgia
  • Studio e ricerca, catalogazione, collaborazioni con diverse università italiane e straniere
  • Assistenza alla compilazione di tesi di laurea
  • Visite assistite per studenti universitari stranieri
  • Convegno “30° anniversario dall’iniziativa di Intervento Omocromico” (31 maggio 2014, ospiti: Anna D’Elia, Pietro Marino, Enzo Battarra, critici e storici di arte contemporanea)


Progetti

  • “La cucina contadina prima del ghiaccio”
  • “Creazione di metadati degli oggetti per la fruizione del museo in QR-Code”
  • “Compilazione delle schede B.D.I. delle tecniche di preparazione e conservazione degli alimenti”
  • “Fisica e chimica nel mondo contadino”
  • “Sistemi energetici in agricoltura e mondo rurale prima della meccanizzazione”
  • Adesione alla “Rete Museale Cittadina” (Museo della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi; Museo Capitolare di Arte Sacra e di Papa Benedetto XIII; Museo Civico e Archeologico; Museo della civiltà contadina e degli antichi mestieri)


Pubblicazioni sul Museo

  • SCHINCO G. (2010), Gravina tra Tardo Neolitico e Tardo Romano, Edizioni Eurografica, Gravina in Puglia (BA)
  • PASCULLI FERRARA M. (2000), Itinerari in Puglia tra arte e spiritualità, Edizioni De Luca, Roma.
  • MIRIZZI F. (1989) L’anello e l’aratro, il Carnevale a Gravina, in rivista Fogli di periferia, Putignano (BA)
  • MIRIZZI F. (1990), Tra le fosse e le lame, Congedo Editore, Manduria (TA)
  • MIRIZZI F. (2008), Storie di oggetti. Scritture di musei, Edizioni di Pagina, Bari
  • FAGIOLO M. (2009), “Trasformazioni urbane a Bitonto e in Puglia nel quadro dell’urbanistica italiana”, in MILILLO S., (a cura di), Cultura e società a Bitonto e in Puglia nell’età del Rinascimento, Congedo Editore, Martina Franca (TA)
  • SCHINCO G., MORRA C. (2007), “La chiesa rupestre Madonna della Stella a Gravina in Puglia” in, PASCULLI FERRARA M., DONOFRIO DEL VECCHIO D. (a cura di), Angeli, stemmi, confraternite, arte, Schena Editore, Fasano (BR)
  • SCHINCO G., MORRA C. (2011),  “Il re non vale soldati” in DONOFRIO DEL VECCHIO D. (a cura di), La Puglia dall’esperienza giacobina alla seconda Restaurazione borbonica, Grenzi Editore, Foggia
  • SCHINCO G., MORRA C. (2013), “Brigantaggio e repressione”, in DONOFRIO DEL VECCHIO D., Arte cultura società nell’ottocento meridionale, Progedit, Modugno (BA).
  • SQUEO A. (1983), Società civile, paesaggio urbano e agrario nella Gravina del XVIII, Bari, (tesi)
  • PATERNOSTER D. (2007), La collezione Schinco a Gravina: esempi di schedatura informatizzata, Matera (tesi)
  • LOPERFIDO E. (2008), Il mestiere del sellaio, Matera, (tesi)
  • VITUCCI F. (2009), Il mestiere del fabbroferraio a Gravina in Puglia, Matera (tesi)

DICONO DEL MUSEO (Relazione dell’ agenzia turistica inglese Andante Tours)

MUSEUM OF POPULAR ANTHROPOLOGY BETWEEN THE HIGH MURGIA AND THE FOSSA BRADANICA
All the objects are arranged on an itinerary which testifies to the work of men and women in a countryside where agricultural activity predominates but where there was also craftsmanship, sometimes of artistic quality. The exhibition, in short, begins with the theory that history is not written only by bishops, princes and warriors, but also by simple women and men with their struggles and their daily fatigue. It proposes to tell the story of their lives.

A short history of the collection
Peppino Schinco began his collection in the ‘70s, recovering all the working tools which were stored in the masseria on his property. These were the years in which the agriculture of Gravina was undergoing major transformations: the new technologies were changing ancient customs leading to the decay of building structures and the elimination of tools which had been used up to that time. It was easy for someone passionate about human anthropology to acquire tools which the contadini no longer wanted from local traders. When the collection reached a considerable consistency, Schinco decided to ask the local authority to provide a suitable space for a permanent exhibition of the material in his possession. He was assigned a building which had been constructed for the market in Via San Vito Vecchio, where the collection was enriched by pieces acquired from the second-hand dealer Bosco. At the same time, the Centre for the Study and Documentation of the world of the Contadino was born, involving other friends. All the material (but not the ownership of it) was assigned to the Centre so as to form a Human-anthropological Museum of the territory of Gravina. Under the administration of Sindaco Alesio Valente, some corridors in the ex-convent of San Domenico were assigned to the Association with a view to developing a Museo della Civiltà Contadina there. These rooms had been used inappropriately for an intermediate level school and had suffered several acts of vandalism, traces of which can still be seen. All the superficial additions were removed at the expense of the Association, leaving where possible the architectural features of the ancient structure. And, again at the expense of the Association, and within the limits of the scarse funds available, an interesting exhibition/museum was organized which was visited by scholars and numerous schools from Gravina and beyond for its educational purpose. This is its history to date.


REFERENZE

Prof. Alastair M. Small, Honorary Professorial Fellow, School of History, Classics and Archeology, University of Edinburgh, Scotland;
Prof.ssa Tracy Prowse, Associate Professor, Anthropology, McMaster University, Ontario, Canada;
Prof.ssa Marina Castoldi, Istituto di Archeologia della Facoltà di Lettere, Università Statale di Milano;
Prof. Ferdinando Mirizzi, Istituto di Demoantropologia, Facoltà di Lettere, Università di Studi della Basilicata, Matera.
Prof.ssa Mimma Pasculli Ferrara, Istituto di Storia dell’Arte, Facoltà di Lingue, Università Aldo Moro, Bari.
Prof.ssa Isabella Di Liddo, Storia dell’Arte Contemporanea, Accademia delle Belle Arti, Bari.


Pietro Perrucci

martedì 20 maggio 2014

25 ANNI DI STUDI E RICERCHE

I miei 25 anni di studi e ricerche raggruppate in 4 ambiti (teoria, esperienze, analisi e metodi).

RIFERIMENTI TEORICI 
I SISTEMI TERRITORIALI 
I TRATTATI E LA REGOLAMENTAZIONE EUROPEA
LA PROGRAMMAZIONE DELLO SVILUPPO SOCIOECONOMICO
METODI,TECNICHE E STRUMENTI PER IL MONITORAGGIO E LA VALUTAZIONE
L’APPROCCIO STRATEGICO ALLE POLITICHE DI SVILUPPO
LA SOSTENIBILITÀ
COOPERAZIONE, PROGETTAZIONE E PROGRAMMI IN EUROPA 
LE RIFORME DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (1990-2010)

ESPERIENZE PREGRESSE 
AREA METROPOLITANA DI BARI
PROGETTO '80
I SISTEMI TERRITORIALI 
PROGRAMMI INTEGRATI MEDITERRANEI
LA POLITICA DI COESIONE
LO SVILUPPO LOCALE E TERRITORIALE 
I SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI 
I PIANI DI RIGENERAZIONE URBANA 
LA PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA PER LO SVILUPPO SOCIOECONOMICO 
LE PROGRAMMAZIONI DEI FONDI STRUTTURALI EUROPEI 
LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA DI AREA VASTA 
I GOVERNI DI AREA VASTA 
IL PROGETTO BIBLIOMURGIA 
IL SISTEMA TURISTICO LOCALE 
LE SMART CITIES
PIANO PAESAGGISTICO TERRITORIALE DELLA REGIONE PUGLIA 
PROGRAMMI PER LO SVILUPPO LOCALE
PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA 
POLITICA D’IMMIGRAZIONE DELLA REGIONE PUGLIA
SISTEMA PUGLIA 
PUGLIA SOCIALE 
PIANI SOCIALI DI ZONA 
GLI INTERVENTI DI SVILUPPO SOSTENIBILE 
SMART SPECIALIZZATION STRATEGY 2020 
LE POLITICHE REGIONALI PER L’INNOVAZIONE 
INTERVENTI/ESPERIENZE DI SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA, GIAPPONE E SUD-AMERICA
INTERCULTURA IN AREA EURO-MEDITERRANEA
GAL MURGIA PIÙ 

LE ANALISI E LE VALUTAZIONI 
LEGISLAZIONE 
LE POLITICHE E I PROGRAMMI DELL’UNIONE EUROPEA
GLI INTERVENTI DEL GOVERNO NAZIONALE 
LE ATTIVITÀ DEI GOVERNI DELLA REGIONE PUGLIA
PROGRAMMI, PIANI E PROGETTI DI PROVINCE E COMUNI

ASPETTI METODOLOGICI 
RIFERIMENTI STORICO-TERRITORIALI E GIURIDICO-NORMATIVI
TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI
I RISULTATI DELL’ESPERIENZA
PROBLEMI E QUESTIONI APERTE
LE ACQUISIZIONI DA STUDI E RICERCHE
COSTRUZIONE DEL METODO
APPLICAZIONI


Pietro Perrucci